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Elenco delle 7 soluzioni al problema del traffico stradale di Firenze
Anche a Firenze, come in molte altre città, uno dei principali problemi è il traffico stradale.

Vivendo in questa città già da un po’ di tempo, e confrontandomi quotidianamente con i problemi del traffico fiorentino, ho riflettuto a lungo sul perché questo problema qui è forse ben più grave che rispetto ad altre città (non solo per chi si muove in auto, ma anche a piedi, in autobus, in bici, ecc.). É certamente vero che le caratteristiche morfologiche e territoriali della città non aiutano, ma si può fare molto già da subito, con interventi dalla realizzazione relativamente rapida e dai costi non esorbitanti.
Ecco le sette soluzioni al problema del traffico di Firenze.
1 – Migliorare il servizio di trasporto pubblico.
Questa soluzione è attuabile semplicemente riorganizzando le linee attuali, senza dover necessariamente aumentare il numero di uomini, mezzi e percorrenze (per quanto questo non sarebbe affatto sbagliato, anzi). Molte delle linee sono organizzate su percorsi tortuosi ed ingarbugliati, che aumentano inutilmente i tempi di percorrenza dei passeggeri e impediscono di sfruttare adeguatamente la possibilità di interscambio tra le linee stesse. Semplicemente “raddrizzando” molti dei percorsi attuali è possibile rendere le linee più veloci e più adatte agli interscambi. A costo zero.
2 – Ridurre i sensi unici e realizzare nuovi parcheggi.
Molti quartieri della città (e non parlo del centro storico) sono letteralmente invasi dalle auto in sosta, anche laddove non ci sono particolari punti di attrazione. Occorre realizzare dei parcheggi sfruttando le numerose aree dismesse in città, per alleggerire il carico della sosta su strada “sotto casa”. La riduzione del numero di stalli su strada consentirà di eliminare in moltissime strade la disposizione a “spina di pesce”, ridisponendo gli spazi di sosta in parallelo al marciapiede. Questo intervento, realizzabile in decine e decine di strade della città, consentirà di riportare in queste strade il doppio senso di circolazione, eliminando gli attuali sensi unici e riducendo enormemente le percorrenze veicolari delle auto (che oggi sono costrette a percorsi lunghi e tortuosi a causa del grande numero di sensi unici in vigore).
3 – Migliorare gli schemi di circolazione: più rotatorie, meno semafori e più efficienza.
In numerosi punti della città gli incroci possono essere regolati da rotatorie invece che da semafori, con riduzioni notevoli delle code e della congestione. Va ripensato inoltre lo schema di circolazione principale della città. Il nodo della Fortezza è un esempio emblematico: è stato realizzato un enorme schema a rotatoria, esteso quanto inutile ed inefficiente, che alterna colli di bottiglia in cui si procede a passo d’uomo con tratti in cui la strada sembra una pista da competizione. Lo spazio complessivo è davvero tanto, ma deve essere razionalizzato e riorganizzato alla radice, in modo da ridurre gli inutili allungamenti di percorso a cui oggi si è costretti e che influiscono sulla circolazione ell’intera città.
4 – Estendere il servizio e la rete su ferro (tram e treno).
Ogni città europea in cui il traffico non costituisce un problema possiede una rete di trasporto pubblico su ferro – tram e treno locale – estesa e ben servita. Firenze non necessita certo di una metropolitana (la città è troppo “piccola” per giustificarne il costo), ma deve essere completata al più presto la rete tramviaria, ed integrata con il servizio dei treni regionali, sfruttando l’estesa rete ferroviaria le tante stazioni presenti in città.
5 – Potenziare il servizio di car sharing.
Molti fiorentini non ne sono neanche a conoscenza, ma esiste da tempo un servizio cittadino di car sharing (appartenente al circuito nazionale ICS) sfruttato da centinaia di persone, che così fanno a meno dell’auto di proprietà (se non della principale, almeno della seconda) con notevole risparmio sui costi. Il confronto con le altre città europee mostra che Firenze ha ancora ampi margini di crescita dell’utilizzo del servizio e dei benefici conseguenti, a patto di sostenere adeguatamente a livello economico ed organizzativo questa iniziativa.
6 – Potenziare la mobilità ciclabile e realizzare il bike sharing.
Occorre definire al più presto un piano della mobilità ciclabile adeguato ed efficiente, per consentire gli spostamenti in bicicletta a chi oggi vi rinuncia per via della scarsità della sicurezza e delle infrastrutture (es. cicloposteggi, piste ciclabili, ecc.). Occorre inoltre implementare un moderno servizio di bike sharing come in tutte le altre città europee, considerando inoltre che Firenze ha il vantaggio di avere un enorme afflusso di turisti, che porterebbe forti introiti dall’uso occasionale del servizio, abbattendone i costi complessivi per le casse comunali e rendendo quindi un beneficio alla comunità fiorentina tutta.
7 – Organizzare un piano della mobilità per il turismo e gli eventi.
Occorre mettere in atto piani di mobilità cittadina per gestire l’afflusso e la circolazione dei turisti e dei visitatori, sia in condizioni “normali” (es. affluenza dei turisti internazionali) che in occasione dei grani eventi cittadini come la Notte Bianca. Devono essere gestite in modo integrato tutte le componenti della mobilità di Firenze, compreso l’importante servizio svolto dai taxi, che dovrebbe essere inserito in modo organico e regolamentato nel complesso sistema della mobilità fiorentina (ad esempio realizzando una seria integrazione modale e tariffaria con il servizio di trasporto pubblico).
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L’elenco sopra riportato, per quanto si riferisca ai problemi di mobilità specifici di Firenze, illustra un approccio che può essere seguito in modo del tutto analogo anche per altre realtà paragonabili a quella fiorentina. Tornerò a breve su queste proposte, dedicando ad ognuno dei punti dell’elenco un post specifico di approfondimento.
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